Associazione culturale "Bepin Segato – Patriota Veneto"
17Mar/17

Messa in suffragio di Bepin Segato 26.03.2017 ore 10:00

Domenica 26 marzo - ore 10:00 nella chiesa di San Michele delle Badesse, Borgoricco (PD).
Seguirà breve cerimonia nel cimitero della frazione

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18Mar/15

Messa di suffragio per Giuseppe (Bepin) Segato – 22.03.2015

Domenica 22 Marzo alle 11:00,

nella chiesa di San Michele delle Badesse

presso Borgoricco ,

l'Associazione culturale Bepin Segato

ha ordinato una messa di suffragio

in memoria di Giuseppe Segato

Seguirà alle 12:00

una breve commemorazione

presso il cimitero vicino.

Amici e Patrioti sono invitati

a ricordare il Patriota.

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6Dec/14

Foto commemorazione Sepp Kerschbaumer – Verona 6/12/2014

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4Dec/14

6 dicembre 2014 – Cerimonia commemorazione patriota tirolese Sepp Kerschbaumer a Verona

Nel 50° anniversario della morte del Patriota tirolese Sepp Kerschbaumer, l'Associazione Bepin Segato intende commemorare la sua memoria con una cerimonia presso il carcere vecchio di Verona in via del Fante, sabato 6 dicembre alle ore 11:15.  Sarà presente una compagnia di Shutzen da Bolzano

Sepp Kerschbaumer

Negli anni cinquanta Sepp Kerschbaumer, segretario locale della SVP Südtiroler Volkspartei, non accettando la linea autonomista dettata dalla dirigenza e dal segretario Silvius Magnago, si dimise dal partito e nel 1956 fu tra i fondatori del Comitato per la Liberazione del Sudtirolo (in tedesco Befreiungsausschuss Südtirol, abbreviato BAS). 

Inizialmente il BAS si dedicò al volantinaggio ed alla propaganda poi intraprese una serie di azioni simboliche e dimostrative che culminarono con la "Notte dei fuochi" del 12 giugno 1961 in cui furono abbattuti 34 tralicci dell'elettricità.
A causa di questo quasi tutti i dirigenti del movimento, incluso Kerschbaumer, vennero arrestati. Il 16 luglio 1964 Sepp Kerschbaumer fu condannato a 15 anni e undici mesi per l'organizzazione di vari attentati, per i quali ammise ogni addebito.
Il 7 dicembre 1964, Sepp Kerschbaumer morì per infarto nel carcere di Verona. Ai suoi funerali assistettero 15.000 persone.

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Informazioni su Sepp Kerschbaumer

http://www.welschtirol.eu/la-verita-su-cima-vallona/

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6Sep/14

Il gazebo dell’associazione Bepin Segato alla Festa dei Veneti 2014

Anche quest'anno alla ormai consolidata Festa dei Veneti 2014, l'Associazione Bepin Segato sarà presente con un proprio gazebo ed esporrà la gigantografia di Bepin Segato.
Amici e simpatizzanti sono invitati a passare dal gazebo per un semplice omaggio.
Avremo sul banchetto alcuni dei libri di Bepin Segato.

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21Mar/11

Commemorazione del Patriota Veneto Giuseppe Segato nel V anniversario della morte

"Disse che era marchesco, e marchesco voleva morire, e non voleva vivere altrimenti…”

Caro Bepin
L’azione di Piazza San Marco ti ha reso nobile.
Hai mostrato alle nuove generazioni che anche ai nostri giorni esistono Veneti tutti d’un pezzo

E lo Spirito che ha reso Grande la Serenissima non è ancora stato annichilito.
Il tuo esempio non è stato vano poiché
La Forza di un Popolo attinge all’esempio dei suoi figli migliori.

La nostra Fede incrollabile renderà un giorno i tuoi ideali realtà.

Giuseppe Segato

Giuseppe Segato "l'Ambasciatore Veneto"

 

Domenica 27 Marzo (dopo la S. Messa delle 11.00) alle ore 12.00 presso il cimitero di San Michele delle Badesse di Borgoricco (PD) si terrà una breve cerimonia commemorativa della figura di Giuseppe Segato.

Invitiamo gli amici, i conoscenti e tutti coloro che condividono lo stesso amore di Segato per la propria Terra, a fermarsi e rendere omaggio alla figura di un Uomo, di uno Studioso, di un Patriota che ha risvegliato in noi Veneti l’orgoglio di appartenere ad un Popolo Straordinario

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9Feb/11

Il Veneto ed il 150°. Appello agli amministratori

La ricorrenza del 150° dell’Unità d’Italia si intreccia con un interrogativo di ordine generale che sale sempre più pressante dalla cosiddetta “società civile”: quali sono le ragioni d’essere di questo Stato e le sue prospettive in questo crepuscolo di cronache da fine impero.

Nel momento in cui tutte le certezze vacillano è lecito e opportuno chiedersi come è realmente nato questo Stato e se sempre dovrà rimanere tale.

Non possiamo fingere di ignorare che l’anniversario del 150° si sta concretizzando in una enorme parata auto-celebrativa a senso unico. Senza nulla voler togliere all’autorevolezza ed alla preparazione di docenti e studiosi che collaborano alle innumerevoli iniziative sul Risorgimento programmate o già in essere quest’anno, assistiamo ad una imbarazzante proscrizione: nei comitati scientifici che godono dei finanziamenti del 150° sono stati banditi tutti gli accademici e saggisti che hanno espresso una visione critica e non apologetica del processo di unificazione. "Ultimo sfogo di moribonda tirannide" avrebbero chiosato i risorgimentalisti di un secolo e mezzo fa. Già nell’Ottobre 2009 è caduto nel vuoto un appello in tal senso sottoscritto da accademici e studiosi che chiedeva “Più verità e meno retorica sul Risorgimento”. Era firmato anche dall’allora presidente dell’Ordine dei Giornalisti Lorenzo del Boca.

Sembra quasi che una supposta esigenza di “organicità” al potere del mondo intellettuale debba prevalere sulla ricerca storica, sul confronto come metodo, sulla verità come stella polare dello studio e della divulgazione. Alla minoranza italiana non interessa “raccontare le Little Big Horne e le Wounded Knee del Popolo Veneto” per citare Federico Bozzini; a loro basta ed avanza una narrazione liquidatoria che non crei imbarazzi. In questa storia di re, generali, cavalieri e patrioti idealisti, i nostri trisnonni sono stati espunti e utilizzati al massimo come elemento del paesaggio.

Eppure nelle guerre italo-austriache del 1859 e del 1866 i nostri antenati hanno combattuto compatti e senza diserzioni nelle file dell’esercito imperiale sempre in difesa del Regno Lombardo-Veneto.
Posti di fronte agli eventi questi Uomini hanno scelto da che parte stare arruolandosi in massa come “Volontari Ordinari” nell’Esercito Imperiale, combattendo con Onore a Solferino e San Martino per difendere la propria terra nel ‘59, alcuni altri partecipando addirittura alla vittoria di Custoza e soprattutto a quella navale di Lissa nel ‘66. Subito dopo l’annessione all’Italia hanno scatenato rivolte in ogni angolo della regione fino al 1870.

Non meritano forse il ricordo almeno quanto i nuovi arrivati da fuori? Le celebrazioni del 150° insensatamente li ignorano. La conquista del Veneto si è realizzata grazie agli alleati dei Savoia ed agli intrighi diplomatici. Probabilmente agli italiani piacerebbe nascondere il fatto che i nostri trisnonni hanno combattuto con determinazione e sconfitto più volte in battaglia i nuovi boriosi conquistatori.

Se questo imbarazzo è in qualche maniera comprensibile (ma mai giustificabile) da parte dei conquistatori, non lo può essere da parte dei conquistati.

Noi Veneti, a partire dai nostri rappresentanti, abbiamo ben poco da festeggiare riguardo il 150°.  Ma se il ricordo è invece sacrosanto, che sia per tutti e non per una parte solamente.

Rivolgiamo quindi un appello ai Sindaci, agli Assessori, ai Presidenti di Provincia e al Governatore del Veneto, affinché non perpetuino un ulteriore torto dopo 144 anni di mezze verità.
Gli amministratori rappresentano tutti e non solo la minoranza italiana che si è installata dopo il 1866. La stragrande maggioranza dei cittadini del Veneto annovera i propri antenati tra le fila di coloro che hanno combattuto per difendere il Regno Lombardo-Veneto dalla conquista di Casa Savoia.

Cosa direbbe, oggi, all’amministratore dalla memoria corta, il trisnonno dimenticato e sostituito dall’invasore sabaudo che gli sparava addosso?

Occultare il ricordo del proprio sangue per piaggeria verso i nuovi padroni denota solo una forma di alienazione di cui nessuno ha mai avvertito la necessità.

Le Amministrazioni che partecipano alle ricorrenze del 150° diano spazio anche alle riflessioni degli storici ed accademici che hanno approfondito quei tragici eventi “da entrambi i lati della barricata. Il ricordo di quei fatti e quelle guerre sia patrimonio di entrambe le parti in conflitto, e cessi di essere, ad un secolo e mezzo di distanza, il soliloquio celebrativo dei conquistatori di ieri.

Moreno Menini

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30Aug/10

Progetto scuola-lavoro a Cattaro

Si è positivamente concluso il progetto organizzato dall'Associazione "Bepin Segato" che ha visto un gruppo di giovani studenti veneti impegnati nello studio sul posto della storia delle Bocche di Cattaro in Montenegro, in particolare le città di Cattaro, Perasto, Budua e Cetinje, con lezioni in aula e visite guidate, e delle attività di manutenzione della antica fortezza veneziana di Cattaro.
Nel corso del viaggio si p colta l'occasione di incontrare le Comunità degli Italiani di Ragusa, Zara e Spalato, oltre che del Montenegro.
Alcune delle immagini:

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