Associazione culturale "Bepin Segato – Patriota Veneto"
14Mar/13

24 marzo 2013 – Commemorazione Bepin Segato

Bepin Segato

Bepin Segato

Domenica 24 Marzo a mezzogiorno,

nel VII° Anniversario della morte,

al termine della messa di suffragio nella

Chiesa di San Michele (ore 11.00),

l'Associazione culturale Bepin Segato

terrà una breve commemorazione

presso il cimitero della frazione di Borgoricco.

Amici e Patrioti sono invitati a ricordare

il Patriota.

21Jul/11

Assoluzione definitiva dei Serenissimi

Il 16 Marzo 2011, nell’indifferenza generale di tutti i mezzi di comunicazione stampata e televisiva è stata pronunciata la sentenza definitiva di assoluzione per Cristian Contin, Flavio Contin e Gilberto Buson dall’accusa di aver promosso, costituito ed organizzato un’associazione di carattere militare denominata “Veneto Serenissimo Governo”, con fini di eversione dell’ordine democratico (art. 270 bis cod. pen.).

I 3 Patrioti Veneti protagonisti dell’impresa di Piazza San Marco, la notte fra l’8 ed il 9 Maggio 1997, hanno resistito in giudizio a 14 anni di processi, appelli e ricorsi ottenendo invariabilmente l’assoluzione in primo, secondo e terzo grado di giudizio. Il processo in oggetto  annoverava tra le gloriose fila degli imputati anche  l'Ambasciatore Veneto Giuseppe Segato; solo la morte prematura ne ha impedito l’assoluzione. Con la pronuncia della Suprema Corte si chiude definitivamente la vicenda giudiziaria di quegli eventi.

Oltre alla soddisfazione dei Patrioti vivi, e postuma per quello morto, il punto importante che viene segnato dalla sentenza riguarda da vicino tutto  il mondo “indipendentista” ed attiene alla imputabilità del reato di associazione sovversiva che sovente viene contestato a quei gruppi politici che propugnano l’indipendenza del Veneto (o di altre parti della penisola) dall’Italia. La pronuncia della Suprema Corte traccia un confine destinato a fare giurisprudenza laddove ribadisce che la “strumentale idoneità al perseguimento dello scopo eversivo” deve avere come prerequisiti “una struttura organizzativa stabile e permanente che, per quanto rudimentale, presenti un grado di effettività tale da rendere possibile l’attuazione del programma”. In altre parole l’idoneità dei mezzi per raggiungere lo scopo non dev’essere solo potenziale bensì concreta ed in pieno possesso dell’organizzazione in esame. Non possono essere accusati di eversione quei gruppi che non detengono mezzi idonei a realizzare tale scopo.

Con questo si spostatano “più in là” i limiti del lecito, di fatto stabilendo alcune importanti limitazioni alla possibilità da parte dell’apparato giudiziario di condannare uomini e gruppi che lottano per la fine del colonialismo e la liberazione della propria terra.

Qui sotto pubblichiamo integrali le motivazioni della sentenza 26151/11  del 16 marzo 2011 della Suprema Corte di Cassazione, Sesta Sezione Penale

Assoluzione serenissimi 26151/11 del 16 marzo 2011

"Assolti i Serenissimi: Una vittoria dedicata a Bepin Segato" di Alessio Morosin

Nel 2001 la difesa di Flavio e Cristian Contin era riuscita ad ottenere la dichiarazione di illegittimità costituzionale per l'articolo del codice penale che puniva le "Associazioni antinazionali"

 Sentenza Corte Costituzionale N.243 del 2001


31Jul/10

Ritorno a Perasto,
estremo baluardo della Repubblica Veneta

L'Associazione Veneti nel Mondo in collaborazione co l'Associazione Bepin Segato organizza un tour in Dalmazia e Bocche di Cattaro (Perasto) alla riscoperta delle testimonianze della Repubblica Veneta dal 18 al 25 di agosto 2010.
Con l'occasione si visiteranno le più importanti città della Dalmazia: Zara, Sebenico, Spalato e Ragusa, oltre alle città venete sulla costa montenegrina: Cattaro, Perasto e Budua, con una breve puntata all'interno per visitare la parte slava balcanica del Montenegro.

L’associazione Veneti nel Mondo in collaborazione con l’Associazione Bepin Segato
organizzano

Ritorno a Perasto
Ultimo baluardo
della Serenissima Repubblica di Venezia

DISCORSO DI PERASTO
"In sto amaro momento, in sto ultimo sfogo de amor, de fede al Veneto Serenisimo Dominio,
al Gonfalon de la Serenisima Republica, ne sia de conforto, o citadini,
...
Savarà da nu i nostri fioi, e la storia del zorno farà saver a tuta l’Europa, che Perasto la gà degnamente sostenudo fin a l’ultimo l’onor del Veneto Gonfalon, onorandolo co sto fato solene, e deponendolo bagnà del nostro universal amaro pianto.
...
Par 377 ani le nostre sostanse, el nostro sangue, le nostre vite le xè sempre stàe par Ti, S.Marco;
e felicisimi senpre se gavemo reputà, Ti co nu, nu co Ti, e senpre co Ti sul mar
semo stài ilustri e virtuoxi. Nisun co ti ne gà visto scanpar, nisun co Ti ne gà visto vinti e spauroxi!
...
Ma xa che altro no ne resta da far par Ti, el nostro cor sia l’onoradisima tò tonba, e el più duro e el più grando elogio le nostre làgreme.”

Capitan Giuseppe Viscovich

(pronunciato il 23.08.1797 al momento dell’ammaina bandiera
del Gonfalone di San Marco a Perasto, l’ultima città a restare Veneziana
dopo l’annientamento della Repubblica Veneta avvenuto il 12.05.1797)

dal 18 al 25 Agosto 2010
viaggio nella Dalmazia Veneta fino alla Bocche di Cattaro
alla riscoperta dei tesori dell’arte e dell’architettura veneziana
con visite a Zara, Spalato, Sebenico, Ragusa, Cattaro, Perasto, Budua


Per info e prenotazioni:
“Veneti nel mondo” - 0445 855550 - info@venetinelmondo.org

Programma del viaggio [premi qui]

Discorso di Perasto del cap. Viscovich [premi qui]

Costo del viaggio:

€ 470,00 di listino in agenzia viaggi.

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11May/97

Corriere della sera – 11 maggio 1997

http://archiviostorico.corriere.it/1997/maggio/11/Bepin_ideologo_predicava_mito_dei_co_0_9705116394.shtml

Borgoricco: nella casa di Giuseppe Segato, laureato in Scienze politiche, i carabinieri hanno trovato i proclami del commando e delle mappe

Bepin l' ideologo predicava il mito dei veneti

L' " ambasciatore " e' in carcere: girava tutto il giorno per vendere il suo libro. I compaesani: era fissato sulla storia del Veneto ma contrario alla violenza

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Borgoricco: nella casa di Giuseppe Segato, laureato in Scienze politiche, i carabinieri hanno trovato i proclami del commando e delle mappe Bepin l'ideologo predicava il mito dei veneti L'"ambasciatore" e' in carcere: girava tutto il giorno per vendere il suo libro I compaesani: era fissato sulla storia del Veneto ma contrario alla violenza

DAL NOSTRO INVIATO PADOVA - Il motto dell'"ambasciatore"? "Schei e amicissia orba anca a justissia", che tradotto in volgare significa che soldi e amicizia accecano anche la giustizia. Lui, Giuseppe Segato, 43 anni, non ancora accreditato nel corpo diplomatico come rappresentante del Governo Veneto Serenissimo ma gia' associato al carcere di Padova, si teneva il proverbio appeso in bell'evidenza nel tinello. Qui trascorreva le sue serate, fino all'altro ieri, immerso in ponderosi studi sui "triangoli millenari nella pianura delle leggendarie genti venete universalmente appellate". Qui, fra mappe e appunti, i carabinieri avrebbero trovato anche i testi dei proclami, pronti da trasmettere dal campanile di San Marco occupato.

Dunque il "dottore" non si limitava a disegnare schemi che mostravano "in forma semplificata", quindi anche per i discepoli piu' ottusi, "i triangoli per il posizionamento dei principali graticolati agrari degli antichi veneti di cui ampie parti ancora conservate caratterizzano l'attuale assetto stradale". Con testo a fronte in esperanto. I suoi compaesani di Borgoricco, a una ventina di chilometri da Padova, non capivano proprio tutto ma si adeguavano a quella che sembrava l'innocua fissazione del "dottore", come lo chiamano rispettosamente qui, in virtu' della sua laurea in Scienze Politiche: "Ci faceva una testa cosi' sulla storia del Veneto", ammette qualche cedimento alla noia il titolare del bar "da Rosetta". Ma sulla sua correttezza niente da dire: "No, noi non ci crediamo. Bepin e' stato tirato dentro a questa storia per errore - e' convinto il cugino primo Giovanni Segato, il parente piu' stretto del solitario "ambasciatore" -. Lui e' sempre stato contrario a qualunque violenza, diceva di occuparsi della divulgazione della storia veneta. E girava tutto il giorno con le sue mappe e i suoi libri cercando di venderli a chi s'interessava all'argomento. Soprattutto gli impiegati delle aziende della zona".

La sua opera principale, intitolata "Il mito dei Veneti dalle origini a noi", giunta gia' alla seconda edizione e sempre stampata in proprio, sarebbe da ieri il best seller della provincia, e forse della regione, se l'autore si fosse appoggiato a un distributore, anziche' all'ansimante motore della sua vecchia auto. "Spendeva piu' in benzina di quanto ricavasse dalle vendite - considera, pratico, il cugino - ma lui diceva che, anche se i primi anni e' dura, dopo qualcosa se ciapa. E, a noi, ripeteva: questo non e' un lavoro, e' la mia passione".

Attingeva, come e' spiegato nella bibliografia delle sue opere, alle fonti classiche: le Storie di Erodoto e Polibio, la Geografia di Strabone, la Storia Naturale di Plinio, gli Annali di Tito Livio e di Tacito, per distillarne 118 pagine sulle civilta' paleovenete, la rigidezza dei costumi delle antiche donne venete, fino alla memorabile guerra di Chioggia, alla Serenissima Repubblica Veneta. E la sua malaugurata caduta in quel tragico 12 maggio 1797, che il commando secessionista ha cercato l'altra notte di celebrare a modo suo.

"Il popolo pero' non ha abdicato ed e' tutto marchesco, come ai tempi della guerra contro la lega di Cambrai - s'infervora Giuseppe Segato nel suo libro -. Scatena ovunque una micidiale guerriglia con il proprio grido di guerra "Viva San Marco", ma questa volta non trova "spalle" a sostenerlo nella lotta per la liberta' dell'amata Serenissima Repubblica Veneta". La Storia avrebbe dovuto insegnare.

Misurato, pacato, mai aggressivo, come lo descrivono concordi vicini e conoscenti, il dottor Segato, soprannominato Bepin Bassega, usciva puntuale ogni mattina dalla sua casetta bianca con le finestre dai vetri affumicati, che lasciano spiare all'interno una libreria poco ingombra, una scrivania pulita, una macchina per scrivere, e un gigantesco portacenere per tutte le sigarette che fumava. Al bar Memory ora parlano di lui con prudenza: "Un tipo strano, sempre in giro da solo, con i suoi libri e quell'ossessione per la storia veneta". Prende le distanze anche il grande amico del "dottore", Alfio Scolaro, compagno di grandi discussioni politiche, ma diviso qualche anno fa da Segato sulle posizioni da prendere con la Liga Veneta. Doveva sentirsi sempre piu' solo, l'incompreso Bepin, mentre scriveva l'ultimo paragrafo del suo libro: "Dagli anni Sessanta il Veneto ritorna al suo tradizionale splendore economico. Nutre il grande ideale dell'autogoverno di ogni popolo dell'Europa Unita. Le difficolta' sono tante ma la fede dei Veneti e' incrollabile, perche' la loro autorita' culturale e' massima e l'idea e' serenissima".

Rosaspina Elisabetta

Pagina 4
(11 maggio 1997) - Corriere della Sera