Associazione culturale "Bepin Segato – Patriota Veneto"
14Mar/13

24 marzo 2013 – Commemorazione Bepin Segato

Bepin Segato

Bepin Segato

Domenica 24 Marzo a mezzogiorno,

nel VII° Anniversario della morte,

al termine della messa di suffragio nella

Chiesa di San Michele (ore 11.00),

l'Associazione culturale Bepin Segato

terrà una breve commemorazione

presso il cimitero della frazione di Borgoricco.

Amici e Patrioti sono invitati a ricordare

il Patriota.

10Mar/13

COMUNICATO STAMPA 1/2013

Con riferimento alla manifestazione “fiacoeada par l’amor e contro l’odio” che si terrà a Borgoricco il 15/03/2013, l’Associazione culturale “Bepin Segato”
dichiara la propria totale estraneità a questo evento che, peraltro, utilizza indebitamente il nome dei Serenissimi per tentare di coinvolgere onesti
patrioti.

Come in precedenza il compianto Giuseppe Segato aveva preso le distanze in maniera decisa da ogni forma di giustificazione alla violenza verso le persone,
cosi noi oggi ribadiamo la nostra netta contrarietà a simili manifestazioni.

Il presidente
dell'Associazione culturale
"Bepin Segato"

dott. Giorgio Roncolato

13Oct/12

Convegno “Risorgimento da Riscrivere” – 19.10.2012 Cittadella (PD)

Dopo 1 anno di celebrazioni del 150° a senso unico, L'Associazione Bepin Segato ti invita ad una serata
di approfondimento fuori dal coro.

Incontro con la prof.ssa

Angela Pellicciari

Autrice del libro

Risorgimento da Riscrivere

Venerdì 19 ottobre 20:30
Villa Rina (via Borgo Treviso, 5) - Cittadella (PD)

Introduce Carlo Melina (giornalista)

- Saluti del Sindaco e dell'Amministrazione di Cittadella
- Prof.ssa Angela Pellicciari: "Il Risorgimento da
        Riscrivere, fatti e personaggi"

- Dott. Moreno Menini: "1867-1868: Le rivolte
        antiunitarie in Veneto nelle ricerche di Federico
         Bozzini"

 
21Apr/10

25 Aprile, esponiamo il gonfalone di San Marco

Un malinteso sentimento di integrazione verso persone di culture, religioni e usanze diverse provenienti da altri continenti o regioni d’Italia, si trasforma per alcuni in uno strumento di autocensura nei diversi contesti sociali in cui normalmente manifestiamo gli aspetti della nostra identità collettiva. Si parli dell’esposizione dei crocefissi in luoghi pubblici, dell’allestimento dei tradizionali presepi natalizi o addirittura della preparazione di piatti della nostra cultura enogastronomica, si sentono qua e là voci di funzionari o semplici cittadini che chiedono di rinunciare alle nostre usanze per “paura di offendere” coloro che provengono da altri contesti. Una sorta di cupio dissolvi, di nichilistica rassegnazione di cui evidentemente è affetta una piccola minoranza della nostra gente che sta perdendo le ragioni stesse del vivere collettivo e comunitario senza ricevere nulla in cambio da quella società fluida impersonale, individualista, disperatamente disgregata, che in una parola chiamiamo “globalizzata”. Eppure la perdita di senso esiste solo per coloro che con ostinazione coltivano l’oblìo e la cancellazione della nostra memoria collettiva.

Ci sono simboli, date, ricorrenze che non passano e non passeranno. Una di queste è sicuramente il 25 Aprile, ricorrenza di San Marco patrono delle Genti Venete. E’ una ricorrenza religiosa che la Serenissima Repubblica ha reso anche e soprattutto civile rivendicandone simbologia e valenze nella sua stessa bandiera. Da secoli, in effetti, esprime il massimo momento di unità del Popolo Veneto.

In questa data riaffermiamo quindi il sentimento di continuità ideale che ci lega ai nostri avi ed ai nostri posteri. E riaffermiamo in pari tempo le idee cardine che la concezione politica Veneta ha espresso in più di un millennio di indipendenza e due secoli di insorgenze e rivolte e proteste per riconquistarla: l’idea che il bene comune debba prevalere sugli interessi particolari, l’idea che l’uomo di Stato debba essere al servizio della Nazione tanto da offrire ad essa la vita se necessario, l’idea che lo scopo dell’esercizio del potere è la limitazione degli abusi e dei soprusi verso le classi deboli della società. Un’idea del mondo, questa, ben chiara nella testa di quei patrizi Veneziani che si facevano decapitare o spellare vivi a Cipro per non arrendersi alla più bassa barbarie ottomana; quelli che sotto le mura di Padova hanno umiliato gli avidi imperatori della Lega di Cambray resistendo al più gigantesco assedio che l’Europa avesse visto; o quei contadini vicentini che si facevano squartare dalle soldataglie napoleoniche piuttosto che ammainare la bandiera di San Marco. Crediamo che quei valori e quell’idea del mondo siano attuali oggi più che mai e sono simboleggiati dalla nostra bandiera, “carica di gloria vera” come recita l’inno ad essa dedicato composto da Giuseppe Segato.

Il 25 Aprile, invitiamo pertanto i Veneti ad esporre con orgoglio la bandiera Veneta dalla propria abitazione. E’ un segno di continuità di cui andare fieri.

La cultura del niente, la “paura di offendere” sono figlie di un oblìo forzato che non ha più ragion d’essere. E’ ora di voltare finalmente pagina.

Moreno Menini
Associazione Bepin Segato

15Mar/10

Commemorazione 2010

L’associazione Bepin Segato.

Invita la s.v.

ALLA COMMEMORAZIONE
DELLA MORTE DI BEPIN SEGATO

domenica 28 marzo 2010 - ore 12:00
presso
il cimitero di S. Michele delle Badesse - Borgoricco (PD) -

Nella quarta ricorrenza della scomparsa di Segato, torniamo a Borgoricco per un momento di riflessione e continuità ideale.
Noi che con Segato abbiamo condiviso gli stessi convincimenti e le battaglie politiche per l’indipendenza della nostra Nazione riteniamo la sua figura un esempio cristallino di Patriota, uno spirito puro cui ogni Veneto dovrebbe ispirarsi. La tomba di Segato, siamo sicuri, rappresenta per tutti quelli che credono nell’Onore e nella Lealtà alla Causa Veneta, una fonte incontaminata alla quale ritornare periodicamente per trovare un esempio di vita concreto conforme alle nostre convinzioni. Per questo, anche quest’anno, torniamo a porgere un saluto, una preghiera ed un ringraziamento a quel Patriota che ci ha mostrato l'irrilevanza delle calunnie e della galera subita, con una vita sacrificata alla Causa.
A questo “richiamo dei caduti” invitiamo tutti gli amici, i sostenitori, i compatrioti che vogliono riaffermare l’attualità degli Ideali nostri e di Segato.
L'appuntamento è per Domenica 28 Marzo alle 12.00 presso il cimitero di S.Michele delle Badesse (Borgoricco). Per chi vuole un'ora prima, alle 11.00, verrà celebrata una messa in ricordo di Segato presso la chiesa di San Michele delle Badesse.

N.B. Anche in considerazione della particolarità della giornata del 28 Marzo, preghiamo chi vorrà venire di non portare bandiere o emblemi di partito ma solo il gonfalone di San Marco

Associazione culturale Bepin Segato
Moreno Menini

14Nov/09

A.P.V.: il danneggiato è stato Segato.

Comunicato Stampa - Domenica 8 novembre 2009

Teniamo a fornire una precisazione riguardo l’articolo apparso sabato 7 Novembre sul Gazzettino dal titolo “Quattro Governi per il Popolo Veneto” senza la quale rischia di venire indebitamente accostata la figura di un Patriota Veneto vero, Giuseppe Segato, con i vari sedicenti “autogoverni” che accalcano le pagine delle cronache odierne per le indagini sulle loro discutibili iniziative.
Com’è scritto nell’articolo in questione Segato, assieme a Luciano Franceschi, ha firmato nell’autunno del 1999 un documento sottopostogli da un personaggio spuntato all’improvviso (Loris Palmerini), intitolato all’Autogoverno del Popolo Veneto.

Quello che manca nell’articolo, però è che Segato ha, subito dopo, ritirato l’adesione a tale gruppo, prendendone decisamente le distanze, dopo aver capito con chi aveva a che fare. Nelle lettere spedite dal carcere da Segato durante la sua terza carcerazione (2000 – 2001), raccolte nel libro “Un’alba ineluttabile” appena uscito per conto dell’Editoria Universitaria, Segato scrive: “Sul mio arresto ha pesato notevolmente il casino dell’autogoverno e il mio legame con Franceschi. Dovrò prendere le distanze in modo categorico sia dall’Autogoverno (cosa con cui non ho più niente a che fare da quest’inverno), sia da Franceschi, altrimenti si fa il gioco del “menga”. Io stesso non ho mai preso sul serio l’Autogoverno, cosa fatta per scommessa mass-mediologica, secondo me sicuramente fallimentare e dimostratasi tale. Purtroppo è stata presa sul serio dal Tribunale” (pag. 41).
“Le probabilità minoritarie su una mia nuova carcerazione, purtroppo, sono uscite e io sono entrato. Convengo che il caso Palmerini (e Franceschi) ha avuto un peso notevole su tutto ciò. Evidentemente avevo sottovalutato il peso di Internet sul giudizio del Tribunale su cose con cui dall’inverno scorso non avevo avuto più a che fare e da cui mi ero allontanato e che avevo messo nel dimenticatoio” (pag. 46).
Difatti leggendo l’ordinanza di carcerazione disposta dal Giudice di Sorveglianza Stefano Dragone si legge a chiare lettere che la causa fu proprio riconducibile all’operato dell’Autogoverno. Per questo motivo il 6 Ottobre 2000, da dietro le sbarre Segato raccomanda una sua cara amica con queste parole: “Lascia perdere Loris Palmerini. Ignoralo completamente. Tienti alla larga. Non rispondergli al telefono. Con le buone maniere ma tienilo alla larga. Cerca di non essere dove è lui. Stop” (pag. 98).
I guai procuratigli da quella incauta firma Segato li riassume esemplarmente così: “per me sono gravi, e lo saranno ancor di più in futuro le frequentazioni. Dovrò tagliare a man bassa. Le cazzate altrui finisco per pagarle io. Non potrò frequentare più persone che fanno menate da libertà di pensiero, che vengono poi imputate al sottoscritto come eversive” (pag. 187).

Ivan Carollo - Presidente dell’Associazione Bepin Segato